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Tessuti ignifughi in arredamento: dove si usano davvero, dalle tende ai materassi


Nel primo articolo di questa serie abbiamo visto cosa dice la normativa sui tessuti ignifughi: Tessuti ignifughi: cosa dice la normativa e quali obblighi riguardano la tua attività

Ma la certificazione, da sola, dice poco a chi deve arredare uno spazio reale: una sala conferenze, la sala da pranzo di un hotel, lo stand di una fiera. La domanda pratica è un'altra: dove entra davvero in gioco un tessuto ignifugo, e con quali accorgimenti va scelto in base all'uso? In questo secondo articolo passiamo dalla teoria all'applicazione, seguendo cinque ambiti in cui i tessuti ignifughi non sono un'opzione estetica ma un elemento progettuale a tutti gli effetti.

Tende e tendaggi per sale conferenze, ristoranti, hotel

Le tende sono tra gli elementi più visibili (e più esposti) in un ambiente pubblico: coprono grandi superfici, sono spesso vicine a fonti di luce o calore, e in caso di incendio possono contribuire rapidamente alla propagazione delle fiamme se non certificate.

Per i tendaggi il riferimento è la Classe 1 secondo UNI 9177 (Decreto Ministeriale 26 giugno 1984), distinta dalla Classe 1IM che riguarda invece i mobili imbottiti. È una differenza da conoscere bene quando si consiglia un cliente: un tessuto certificato per l'imbottitura di una sedia non è automaticamente adatto a diventare una tenda, e viceversa, perché i test di riferimento sono diversi.

Sul piano estetico, oggi la scelta non è più limitata a tessuti pesanti o dall'aspetto tecnico. Esistono tende oscuranti, a rullo, verticali e drappeggiate certificate Classe 1 con un'ampia gamma di colori, texture e gradi di trasparenza, alcune pensate specificamente per il contract, con trattamenti aggiuntivi come l'azione batteriostatica per ambienti sanitari o alberghieri.

Tappezzeria di poltrone, divani, sedie per contract e hospitality

Qui entra in gioco la Classe 1IM di cui abbiamo parlato nel primo articolo, con una particolarità importante da ribadire ai clienti: la classificazione riguarda il mobile imbottito nel suo complesso, tessuto, imbottitura, eventuale interposto, non il solo rivestimento venduto a metraggio.

Per chi arreda sale ristorante, hall di hotel, sale d'attesa o aree lounge, questo significa un vincolo in più nella fase di scelta: non basta selezionare un tessuto bello e resistente all'usura, va verificato che il produttore del mobile fornisca l'omologazione dell'intero prodotto finito, con la relativa dichiarazione di conformità. È il punto su cui vale la pena essere più chiari in fase di preventivo, perché è anche quello su cui si concentrano i controlli.

Dal punto di vista del design, i tessuti tecnici per tappezzeria contract oggi reggono bene il confronto con quelli decorativi standard: velluti, bouclé e tessuti a effetto lino sono disponibili anche in versione certificata, il che permette di mantenere una coerenza stilistica tra area residenziale e aree soggette a normativa in un unico progetto di arredo.

Materassi e cuscini per strutture ricettive e RSA

Materassi, guanciali e basi da letto imbottite rientrano anch'essi nella classificazione 1IM secondo UNI 9175, con un'attenzione particolare per RSA, hotel e B&B, dove il tempo di reazione in caso di incendio notturno è un fattore critico per la sicurezza degli ospiti.

Per questa categoria vale la stessa regola generale valida per la tappezzeria: la certificazione riguarda il prodotto finito, testato nella sua composizione reale. In più, per strutture sanitarie e RSA, capita spesso che al requisito antincendio si affianchino esigenze di lavabilità e igienizzazione ad alte temperature, che vanno verificate insieme alla scheda tecnica del prodotto.

Rivestimenti murali e pannelli fonoassorbenti ignifughi

Negli ambienti contract (sale meeting, ristoranti, uffici open space) i rivestimenti murali tessili e i pannelli fonoassorbenti stanno diventando una soluzione sempre più richiesta, sia per il comfort acustico sia per l'effetto scenografico che permettono di ottenere. Anche in questo caso si applica la Classe 1 secondo UNI 9177, dato che si tratta di materiali non imbottiti applicati a superfici verticali.

È un ambito interessante da proporre perché unisce due esigenze che raramente vengono affrontate insieme: la sicurezza antincendio e l'acustica dell'ambiente. Un pannello fonoassorbente certificato non compromette in alcun modo l'una per garantire l'altra, e permette di lavorare su superfici ampie, come pareti di sale conferenze, corridoi di hotel, open space — con soluzioni modulari e componibili.

Tovagliato e tessuti per allestimenti fieristici ed eventi

Un ambito meno discusso, ma altrettanto normato, riguarda gli allestimenti temporanei: stand fieristici, sale banchetti, strutture per eventi. Anche qui, tovagliato, drappeggi e tessuti decorativi utilizzati in spazi pubblici o in fiere devono rispettare la Classe 1 di reazione al fuoco, spesso richiesta esplicitamente dal regolamento tecnico dell'ente fiera o dalla struttura ospitante come condizione per l'accesso all'allestimento.

È un dettaglio che chi organizza eventi tende a sottovalutare fino all'ultimo momento, e che invece va programmato per tempo: la sostituzione last minute di un tessuto non conforme può mettere a rischio l'intero allestimento nei giorni immediatamente precedenti l'apertura.

Sicurezza e design non sono in conflitto

Il filo conduttore di questi cinque ambiti è lo stesso: la certificazione ignifuga non è un limite estetico, ma un parametro tecnico in più da integrare nella scelta dei materiali, alla pari di resistenza all'usura, manutenzione o coordinamento cromatico. I tessuti tecnici disponibili oggi permettono di rispettare gli obblighi normativi senza rinunciare alla qualità del progetto d'interni, in qualunque ambito — dalla sala conferenze alla camera d'albergo, dallo stand fieristico alla sala comune di una RSA.

Nel prossimo e ultimo articolo di questa serie vedremo un caso pratico applicato, alcuni falsi miti da sfatare sui tessuti ignifughi e come orientarsi tra le diverse soluzioni disponibili quando si mette mano a un progetto reale.



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Simoma

Anche se alla fine non ho comprato la cucina che mi era stata disegnata perché non convinta per il colore delle ante(ancora non ho visto quello che mi piace veramente) voglio fare i complimenti a...

Nicola

L'architetto Marco è molto sul pezzo e gentilissimo!

Sofia

Ho realizzato insieme a Sara la cucina per la mia casa nuova e sono stata più che soddisfatta. Sara è stata molto disponibile, brava nel consigliarmi la soluzione ottimale per i miei spazi con...



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